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La santità nell'era moderna: il mio incontro con Kruba Noi

Disponibile anche in inglese
Il Buddha reclinato del Wat Chetawan, nella provincia di Nan

Da Don Bosco al Buddha: Il Mio Viaggio tra Due Mondi

Sono cresciuto tra i Salesiani. A 14 anni varcai per la prima volta le porte della loro scuola professionale, e a 21 anni ero già dall’altra parte della cattedra, insegnando in quella stessa istituzione che mi aveva formato. Per oltre un decennio, Don Bosco e la sua visione della santità hanno plasmato il mio modo di vedere il mondo.

Poi, a 35 anni, qualcosa dentro di me ha chiesto di più. Nel 2010 ho preso un anno sabbatico - una decisione che avrebbe cambiato per sempre la mia vita. India, Nepal, Thailandia: tre paesi, tre tradizioni spirituali, infinite domande sulla natura della santità e del cammino spirituale.

In un ashram indiano ho incontrato il maestro Umesh, che anni dopo avrei ospitato nella mia casa italiana. In Thailandia ho conosciuto la donna che sarebbe diventata mia moglie. E soprattutto, ho scoperto che la santità non ha confini geografici né dogmatici.

La Domanda che Mi Porto Dentro

Dopo aver vissuto per tre mesi nella comunità salesiana dell’Università Pontificia di Roma, dopo aver attraversato ashram indiani e monasteri buddhisti, una domanda continua a tornarmi: è ancora possibile diventare santi oggi?

Non parlo della santità delle aureole e dei miracoli certificati dal Vaticano. Parlo di quella dedizione totale alla ricerca spirituale che ho visto negli occhi di monaci, guru e formatori, quella stessa luce che brillava in Don Bosco e che ho ritrovato, inaspettatamente, in un giovane monaco thailandese di nome Kruba Noi.

30 Agosto 2023: Il Giorno che Non Dimenticherò Mai

Ogni estate, da oltre dieci anni, io, mia moglie e nostra figlia Elisa torniamo in Thailandia per tre mesi. È il nostro modo di mantenere vive le radici, di far crescere Elisa tra due culture.

Quel 30 agosto 2023 ero a casa nostra, a NaNoi, nella provincia di Nan - non lontano da dove anni prima avevo vissuto con i monaci del Wat Pah Korwang. Decisi di portare Elisa, che aveva 10 anni, a visitare il Wat Chetawan, un monastero di cui avevo sentito parlare ma che non avevo mai visitato.

In moto attraversammo paesaggi che conosco bene: colline verdi, villaggi microscopici dove il tempo sembra essersi fermato, risaie allagate dalla stagione delle piogge. Dopo l’ultima curva, il monastero apparve maestoso, completamente immerso nel verde.

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C’era qualcosa di speciale nell’aria quel giorno, una pace profonda che chi ha praticato meditazione riconosce immediatamente. Un anziano monaco mi diede la benedizione, legandomi al polso un braccialetto sacro come si usa da queste parti. Parlai brevemente con alcuni giovani monaci. Tutto sembrava normale, eppure… turist

Il giorno dopo mia moglie mi svegliò con una notizia che mi gelò: “Kruba Noi è morto!”

Chi Era Kruba Noi: Una Vita che Ho Sfiorato

Non avevo mai incontrato personalmente Kruba Noi Yanwichai, ma la sua storia risuonava profondamente con il mio percorso. Nato nel 1989 nel villaggio di NaNoi - lo stesso dove mi trovavo - era entrato in monastero da bambino, proprio come i ragazzi che avevo conosciuto durante i miei soggiorni monastici.

La sua ricerca spirituale mi ricordava la mia. Come me, aveva cercato maestri autentici. Aveva trovato Kruba Boonchum Yanasanwaro, il “monaco delle tre nazioni”, un maestro della Thai Forest Tradition che avevo sentito nominare spesso durante il mio ritiro di qualche anno prima al Wat Pah Korwang.

Il Ritiro che Cambiò Tutto

A 25 anni, Kruba Noi aveva fatto qualcosa che anche nel mondo monastico buddhista è considerato estremo: si era fatto sigillare in una grotta per 3 anni, 3 mesi e 3 giorni. cave2

Ho vissuto dieci giorni di ritiro monastico e so quanto possano essere intensi. Ho praticato meditazione vipassana in India e conosco la forza del silenzio prolungato. Ma tre anni in una grotta… questo va oltre qualsiasi esperienza che io abbia mai fatto o visto fare.

Quando emerse da quel ritiro, pallido e emaciato ma radiante, la sua fama si diffuse in tutta la Thailandia. Il piccolo Wat Chetawan divenne meta di pellegrinaggi. E io, senza saperlo, ero arrivato lì proprio nel suo ultimo giorno di vita. kubanoi

Una Morte Annunciata: Quando il Sacro Irrompe nel Quotidiano

I dettagli della sua morte, che ho raccolto nei giorni successivi dai monaci e dai locali, hanno qualcosa di straordinario. La sera prima aveva chiamato sua madre - gesto umano e toccante - comunicandole che “sarebbero venuti a prenderlo” il giorno dopo. Aveva aggiunto di non preoccuparsi: aveva già dato istruzioni precise ai monaci.

La mattina dopo, io e Elisa tornammo al monastero. L’atmosfera era completamente cambiata. Avevano già preparato la pira funeraria al centro del cortile, con semplici tronchi d’albero secondo le sue disposizioni. Centinaia di persone stavano arrivando da tutti i villaggi vicini.

Quella stessa sera, la cremazione, come aveva chiesto lui. I media nazionali erano presenti, in mezzo ad una folla di gente e io, straniero eppure non estraneo, sentivo di essere testimone di qualcosa di raro: la morte di quello che la gente del posto considerava un santo vivente. burning

La Santità che Non Ti Aspetti

Nei miei anni tra i Salesiani ho conosciuto la santità di Don Bosco: operosa, gioiosa, dedicata ai giovani. Nell’ashram di Umesh in India ho sperimentato la via della bhakti, la devozione totale. Nel Wat Pah Korwang ho toccato il silenzio profondo della meditazione buddhista.

Kruba Noi incarnava una santità diversa, più sottile forse, certamente meno appariscente di Madre Teresa o dei grandi santi cristiani. Non aveva fondato ordini religiosi, non aveva compiuto miracoli certificati, non aveva vinto premi Nobel.

Eppure, vedendo la devozione della gente, ascoltando le storie di come aveva trasformato vite con la sua semplice presenza, capii che stavo assistendo a qualcosa di autentico. La santità nel XXI secolo esiste, ma spesso si manifesta in modi che le nostre categorie occidentali faticano a riconoscere.

Il Monastero Oggi: Un’Eredità Vivente

Il 2 settembre 2023, tre giorni dopo la morte di Kruba Noi, registrai il dominio watchetawan.org per aiutare il monastero a farsi conoscere, come avevo fatto anni prima per il Wat Pah Korwang e ancora prima per l’Ashram Indiano. È il mio piccolo modo di servire questi luoghi che tanto mi hanno dato. view

Oggi il Wat Chetawan è profondamente cambiato. Quello che era un eremo nascosto nella foresta è diventato un centro spirituale internazionale dove:

  • Praticanti da tutto il mondo vengono per ritiri di meditazione
  • Le tradizioni si incontrano: architettura thai, birmana, elementi cinesi
  • La pratica continua: nuovi monaci seguono le orme di Kruba Noi
  • Famiglie come la mia portano i figli per fargli toccare con mano una spiritualità viva

Cosa Ho Imparato: Un Messaggio per Chi Cerca

Dopo anni di ricerca spirituale attraverso continenti e tradizioni, dopo aver visto la santità manifestarsi in forme così diverse - dal carisma salesiano alla meditazione buddhista, dalla devozione hindu al misticismo cristiano - posso dire con certezza: la via verso la santità è ancora aperta.

Non serve essere famosi. Non serve neanche essere religiosi nel senso tradizionale. Quello che ho visto in Kruba Noi, in Umesh, nei monaci del Wat Pah Korwang, nei miei vecchi insegnanti salesiani, è sempre la stessa cosa: una dedizione totale a qualcosa di più grande di sé.

Per Chi Si Sente Chiamato

Se sentite dentro di voi quella stessa inquietudine che mi ha portato a lasciare un lavoro sicuro per un anno sabbatico che è diventato una vita da freelance, se vi interrogate sul senso profondo dell’esistenza, se la parola “santità” vi attrae e vi spaventa allo stesso tempo, sappiate questo:

Il cammino esiste ancora. Può passare attraverso un monastero buddhista thailandese o un ashram indiano, attraverso una comunità salesiana o un eremo cristiano. Può anche passare attraverso una vita apparentemente ordinaria vissuta con straordinaria dedizione.

Ho visto Kruba Noi morire a 34 anni, dopo una vita di intensa pratica spirituale. Ho visto mia figlia di 10 anni ricevere una benedizione da un monaco poche ore prima che questi lasciasse il corpo. Ho toccato con mano il sacro nel quotidiano.

Un Invito Finale

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Quando mi sento smarrito torno con la memoria in quel monastero, in quella sera di agosto quando centinaia di persone veneravano un giovane monaco che aveva scelto la via più difficile: quella della rinuncia totale in un mondo che predica il consumo, quella del silenzio in un mondo di rumore, quella della santità in un’epoca che l’ha dimenticata.

La storia di Kruba Noi ci ricorda che abbiamo una scelta. Possiamo continuare a vivere di superficie, oppure possiamo osare la profondità. Possiamo accontentarci delle briciole spirituali che il mondo moderno ci offre, oppure possiamo cercare il banchetto completo.

Non tutti sono chiamati a ritirarsi in una grotta per tre anni. Ma tutti siamo chiamati a vivere con intenzione, con profondità, con apertura al mistero. Questa è la lezione che porto con me da quel 30 agosto 2023, il giorno in cui, senza saperlo, ho sfiorato la santità contemporanea.


L’autore gestisce i siti web di diversi centri spirituali e continua a dividere la sua vita tra Italia e Thailandia, costruendo ponti tra Oriente e Occidente.

Fonti e Collegamenti: